3° incontro di r-a sull'educazione laica nella scuola

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Diario di bordo del 3° incontro

 

 

 

 

29/4/2010        h. 15.30

 

Il gruppo oggi si è quasi ricostituito. Siamo in quattro, siamo rimasti in sala informatica, la conversazione comincia in modo informale sollecitata dai discorsi di P.

Facciamo il punto della situazione, ricordo gli elementi della ricerca-azione, l’analisi della dinamica di gruppo, la tenuta di un diario di bordo. Soggetto e oggetto di ricerca nella r-a possono coincidere, dunque analizziamo la laicità, ma non ci dimentichiamo di essere partecipi come membri di un gruppo di ricerca.

 

Parlo della scientificità della ricerca nelle Scienze Umane, dei resoconti degli incontri, dei documenti da produrre, della partecipazione al gruppo.

 

Osserviamo insieme il grafico prodotto da F. sulle percentuali di studenti frequentanti l’ora di religione e l’ora alternativa nell’Istituto Aldrovandi Rubbiani.

 

Se ne evince che nell’Istituto Aldrovandi Rubbiani solo un terzo di alunni frequenta l’ora di religione: il 31, 53% del totale degli studenti.

Il resto degli studenti ha a disposizione delle opzioni di scelta.

 

A: attività didattica e formativa

B: attività di studio con assistenza

C: libera attività di studio

D: uscita da scuola

E: uscita da scuola solo se Religione è alla 1^ o alla 6^ ora

 

Le opzioni alternative all’ora di religione vengono presentate ai genitori come proposte della scuola. In realtà, dice F., la situazione è ben diversa: l’opzione A (attività didattica e formativa) e l’opzione B (attività di studio con assitenza) non esistono nella pratica, ma solo sulla carta.

L’opzione più scelta è la D: uscita da scuola durante l’ora di religione.

 

Aggiungo io che questo è possibile perchè quest’Istituto da la possibilità ai ragazzi (opzione D) di uscire anche se l’ora di religione non si trova alla prima o all’ultima ora. In alcuni istituti questa libertà è stata boicottata dalla Curia che ha costretto un liceo, ad inizio anno scolastico, a rivedere questa scelta che incentiva gli studenti a lasciare l’istituto per un’ora.

 

P. dice che quest’anno, dalla fine di marzo il preside ha nominato qualche assistenza e in questi ultimi mesi c’è a disposizione un insegnante che fa qualcosa. Solo a partire da marzo e aprile gli studenti che hanno scelto l’opzione A e B ( attività didattica e formativa e attività di studio con assistenza) possono godere di assistenza didattica, ma per sei mesi sono stati senza insegnanti. Non si tratta di aver attivato degli insegnamenti , sono dei tecnici, fanno formazione di tipo più tecnologico che umanistico.

“Se si pensa che quest’Istituto ha, come molti altri in Italia, quattro insegnanti di religione e neanche uno di alternativa...E’ una situazione di non riconoscimento di un diritto degli studenti.”

 

Analisi della situazione in Europa:

ci sono Stati confessionali in cui l’insegnamento della religione è obbligatorio e stati non confessionali in cui non è previsto alcun insegnamento scolastico della religione.

Noi ci troviamo in un sistema misto, nel senso che viene data sulla carta la possibilità di scegliere tra diverse opzioni alternative all’insegnamento della religione, ma nei fatti non viene offerta alcuna alternativa all’insegnamento della religione. Questo è il segno della forza dell’ingerenza della Chiesa nella scuola, del potere che ha la Chiesa nell’orientare le scelte scolastiche.

 

Dunque in Italia ci sono scuole che offrono le opzioni ABCDE, ma ci sono anche scuole che non offrono alcune di queste opzioni, per esempio alcuni istituti non

offrono l’opzione D (uscita da scuola).

 

A. si domanda cosa contengono i programmi di religione. Possiamo andarli a cercare sul sito dell’istituto.

 

P. racconta dell’esperienza che ha fatto anni fa quando aveva due classi che gli erano state affidate anche durante l’ora alternativa. Ha fatto un esperimento: ha tenuto un corso di educazione alle emozioni che è rimasto impresso nella memoria degli studenti che non hanno l’abitudine di sviluppare questi temi con gli insegnanti. Educare alle emozioni significa apprendere il governo di sè, il rapporto col mondo.

 

Si pone un quesito: è il caso di ipotizzare una vera alternativa all’ora di religione nella scuola, oppure sarebbe il caso di rivendicare l’abolizione dell’ora di religione e la conseguente ora alternativa? O addirittura non è forse meglio che in mancanza di una vera alternativa i ragazzi escano di scuola?

 

A. dice che anche un’ora unica che vada bene per tutti potrebbe essere la soluzione, un’ora di etica o di storia delle religioni...Secondo lei l’insegnamento della religione cattolica dovrebbe essere fatto fuori dalle mura scolastiche. Ci vorrebbe un’ora curriculare che fosse valida sia per i credenti che per i non credenti.

 

Io chiedo:come potrebbe essere concepito un insegnamento che metta insieme esigenze dei credenti con esigenze degli atei o laici, non credenti? E che genere di insengante dovrebbe tenere questo tipo di corso?

 

A. dice che potrebbe anche trattarsi di un insegnante cattolico

 

P. la vede come un’ora di antropologia, io aggiungo che potrebbe trattarsi di un’ora di etica con un insegnante di filosofia o anche si può parlare di saggezze, saggezze orientali e occidentali che hanno a che fare con la spiritualità.

P. conferma che si potrebbe parlare di spiritualità, un pò nel senso francese che viene da esprit, mentre per noi la spiritualità è legata all’idea della Chiesa cattolica, c’è un’omologazione del concetto di spiritualità. La conseguenza è che ci se ne allontana perchè non ci si riconosce e si passa per materialisti.

 

Aggiungo che solo considerando la spiritualità come una dimensione umana che ci appartiene tutti come quella fisica o quella psichica, questa può essere legittimata come tema educativo.

 

P. introduce un altro discorso: “mi sono trovato più volte nel corso della mia vita ad affrontare l’inizio della vita come anche il momento della morte: molte persone che non sono credenti a volte sono forzate a battezzare i figli e questo può essere risolto, ci si può rifiutare. Ma per quanto riguarda i funerali, ne ho visti tanti, e in quei funerali di persone anarchiche, libertarie, radicali, che erano atei nella vita, alla fine, per la morte ricevevano un funerale religioso. Per la morte a volte sono gli altri a decidere. La famiglia decide sempre per i funerali religiosi. Solo due o tre funerali a cui ho assistito, sono stati fuori dalla norma. Un professore, che era anarchico, lui voleva un rito laico, alla Certosa tutti i parenti hanno ricordato momenti della sua vita, ognuno ha parlato di lui. Rare volte è successo...

 

Io: “questa è la forma che prendono le cose, ma nella sostanza c’è da chiedersi il senso della morte per l’uomo. La morte è il tema fondante di tutte le religioni, è un interrogativo che unisce tutte le credenze, è un momento di forte spiritualità per tutti. Tutte le spiritualità del mondo si interessano a temi come la nascita, la morte, il senso della vita. Le religioni interpretano la trascendenza come divinità, opposta all’immanenza, ma il buddismo o il vedanta indiano concepiscono il superamento del dualismo, hanno l’unità come riferimento filosofico e quindi la morte e la vita fanno parte di un tutto unico, non c’è contraddizione. Noi invece abbiamo una forma mentis dialettica, che ci viene dalla cultura della filosofia occidentale, Aristotele, Platone, Cartesio.”

 

Chiedo a F. di integrarsi nel gruppo, perchè finora era rimasto quasi di spalle a elaborare al computer la tabella grafica che ha prodotto.

Mi risponde che lui non si sente al livello del discorso...

Allora  sento il bisogno di fare un discorso: “non ci sono livelli di competenze nel gruppo di ricerca, che autorizzano a discutere di temi che ci riguardano tutti come insegnanti, cittadini ed individui. Siamo qui come gruppo, riflettiamo sulla laicità nella scuola ognuno dal punto di vista del suo vissuto, P. insegna psicologia, ma tu hai fatto un lavoro sul campo che riguarda l’ora alternativa. Se ci si implica in una ricerca come questa non si può non aver riflettuto sulla laicità. Ma la laicità prima ancora dei essere un concetto politico e sociale, è un tema filosofico, riguarda la riflessione sull’esistenza e sicuramente anche tu avrai già le tue idee a riguardo”.

 

P.: a Berlino hanno abolito l’ora di religione e c’è solo l’ora di etica per tutti. Gli insegnanti di etica sono o teologi o filosofi, questo non vuol dire che i teologi fanno un’ora di religione, è un’ora laica. Si discutono tematiche esistenziali.

 

F. interviene per dire che non siamo qui per tentare di abolire l’ora di religione in Italia. Purtroppo la religione si insegna e si insegnerà per chissà quanti anni. Di che stiamo parlando? Non abbiamo i poteri per farlo.

 

P.: “nel collegio di giugno si possono decidere le tematiche per l’ora alternativa dell’anno prossimo. Si dice nel collegio che il gruppo di ricerca-azione della scuola ha analizzato la problematica dell’ora alternativa e chiede che venga organizzato per l’anno prossimo un insegnamento che riguardi la problematicizzazione di tematiche esistenziali.

Per fare un programma che cosa ci metteresti dentro? “

 

F.: farei quello di cui si occupano negli altri stati

 

Io: negli altri stati si insegnano materie come diritti umani, etica, ecologia...

 

F.. Credo che stiamo andando fuori dal seminato. C’è l’articolo 33 della Costituzione che spesso è vituperato, per il quale c’è libertà di insegnamento e l’insegnante che verrà a fare l’ora alternativa l’anno prossimo insegnerà quello che gli pare.

 

P. Non è vero: l’art. 33 non ti dice quali tematiche scegliere per l’insegnamento, ma il collegio docenti ha competenze didattiche come ce le ha il ministero. Siccome il ministero non ha dato disposizioni possiamo decidere. Storia delle religioni, storia delle spiritualità, delle filosofie.

 

A dice che potrebbe essere uno strumento per i ragazzi, che potrebbe aiutarli a relativizzare la realtà, potrebbe essere un insegnamento graduale, dalla prima alla quinta.

 

P.: Storia delle religioni è la storia delle credenze, ma la filosofia è più ampia, ci sono numerose spiritualità.

 

Io: “Una cosa è l’insegnamento della storia, una cosa sono incontri in cui si riflette e si dibatte su tematiche esistenziali, di cui gli studenti e gli insegnanti fanno la personale esperienza. E’ un tipo di approccio che li potrebbe aiutare a riflettere di più di una lezione di storia. L’ora di religione cattolica difficilmente si presta  ad attivare dei dibattiti, oltre un certo limite non è ammissibile cercare, perchè la religione è dogmatica.

Mentre un’ora di educazione alla spiritualità potrebbe essere utile a far partecipare alla riflessione e alla ricerca i ragazzi, ma si deve trattare di un dibattito aperto, non in forma di lezione, non ci si può mettere in cattedra in questa situazione. Sono i ragazzi che cercano da soli la risposta a degli interrogativi senza essere condizionati da imposizioni didattiche, lo fanno però in una situazione collettiva che sdrammatizza il contesto”

 

P.: si potrebbero integrare i due tipi di approccio, in un’ora alternativa dedicata alla storia delle spiritualità, nel toccare delle tematiche, queste possono essere approfondite attraverso un approccio come questo, di laboratorio, di ricerca-azione. Si possono trovare argomenti di spunto da tutte le religioni, cristiana, buddista, e ragionarci in maniera laica. Si possono travare in Epicuro, in Seneca...si dovrebbe essere intellettualmente ricchi per dare risposte attraverso una serie infinita di conoscenze e tutti gli elementi della cultura.

 

Io: “penso che potrebbe chiamarsi:

 

Laboratorio di riflessione laica

sulle tematiche esistenziali

 emergenti dallo studio delle religioni

 

se l’ora alternativa tocca delle tematiche, gli insegnanti a loro volta potrebbero sviluppare nella propria disciplina quella stessa tematica, usare un approccio pluridisciplinare”.

 

P.: “io sto trattando il tema dell’isteria, l’inconscio, Freud, si va dal mondo greco fino alla caccia alle streghe considerate demoniache.Nel medioevo si scindeva tra razionale e irrazionale e tutto ciò che era irrazionale era demoniaco e le manifestazioni che non sono conformi alla razionalità cristiana sono demoniache. Sono iniziate le persecuzioni. Bisognerà aspettare Freud.

Nell’ottocento si pensa che l’isteria sia dovuta a fattori organici, la scuola di Nancy e quella dell’ipnosi. Ma freud dice che l’isteria è di origine più fenomenologica, ha a che fare con la sessualità, l’eros.

Il pensiero cristiano medievale è all’origine di molti drammi. Non solo ha prodotto la caccia alle streghe, ma ha creato il dualismo tra corpo e mente. Io lavoro su Damasio, lo scienziato, sull’integrazione corpo-mente.

Io credo che gli studenti abbiano bisogno di riflettere sulla spiritualità. Su temi esistenziali, gli adolescenti ne hanno bisogno e ci si rivolge alla religione o agli psicologi, o alla droga.

Gli studenti del liceo che studiano filosofia hanno degli strumenti per riflettere che non hanno questi ragazzi degli istituti tecnici, che non fanno religione. Se non seguono nessuna alternativa vanno fuori a “consumare”.

 

F.: “Ci sono degli elementi in questo studio sul grafico di questa tabella

C’è una migrazione: Nei primi anni i ragazzi scelgono di seguire religione, poi negli anni si perde questa scelta e si dirigono verso altre opzioni.

Oppure nei primi anni scelgono l’opzione AoB, poi si accorgono, anche i loro genitori, che non fanno niente di alternativo e si dirigono verso le opzioni CDE.

 

Nel prossimo consiglio di classe vorrei illustrare e analizzare i dati e presentare questo studio

 

Io: “io potrei aggiungere a quest’analisi il resoconto delle interviste che faccio con i ragazzi

Su come loro vorrebbero immaginarsi un’ora alternativa.

Si potrebbero buttare giù delle linee di massima su come si potrebbe profilare un’ora alternativa il prossimo anno.”

 

F.: “il notro intervento nel collegio. Illustrare i dati e analizzarli, tabelle più interviste, da quest’analisi trarre delle conclusioni e da queste conclusioni avanzare una proposta.

Sulle conclusioni dovremmo marcare molto l’argomento: offerta formativa. Cioè quello che viene fuori è che ci sono 888 studenti dell’Aldrovandi e su questi ce ne sono 608 che hanno un’ora curriculare a settimana sottratta alla loro formazione e al loro diritti ad essere formati. Di questi 888 studenti invece 280 studenti hanno l’ora di religione e gli insegnanti che la garantiscono.E’ un’ora che viene sottratta alla stragrande maggioranza, io la vedo come un’utenza che non viene servita ai tre quarti degli studenti dell’istituto.

 

P.: “mandiamo un messaggio di indifferenza educativa”.

 

F.: “ come sarà riempita questa ora’ è già un passaggio successivo. Dobbiamo costruire una gabbia di ferro inattaccabile per chi è più o meno sensibile alla laicità, se poi si passa alla votazione, ci saranno interventi contro e a favore, però questo è un aspetto oggettivo

Dal prossimo anno un genitore che iscrive un ragazzo a scuola non avrà più C D o E come opzione, ma solo 2 opzioni: religione o ora alternativa.

Partiremo dalle risposte e dalle scelte dei ragazzi per fare delle proposte”

 

Nel collegio di giugno si presenteranno le elaborazioni dei dati e si proporrà l’abolizione delle opzioni CDE.

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