4° incontro r-a sull’educazione laica nella scuola

Pubblicato il

 



Venerdi 28/5/2010 h 15.00

 

Diario di Bordo

 

Al quarto incontro del gruppo ci troviamo in tre: io, P. e F., mancano A. e M.

A. mi ha scritto una mail in cui si scusa per non riuscire a esserci ma è stracarica di impegni ed in più è pure malata.

 

Parto col sintetizzare l’incontro scorso in cui, durante la trascrizione, ho rilevato una grande ricchezza di spunti tematici su cui poter approfondire delle riflessioni. Mi soffermo anche ad osservare come nel flusso verbale durante l’incontro del gruppo, molte sfumature che emergono dal dibattito, poi sfuggono ad una vera presa di coscienza. Mentre, mettere per iscritto tutto questo flusso verbale e farlo diventare discorso strutturato, permette di osservare da vicino le intuizioni espresse mentre si parla.

 

Facciamo il punto della situazione: si sono accennate delle proposte nello scorso incontro, proposte operative all’interno dell’istituto. In quest’incontro dovremmo metterle meglio a fuoco e stabilire la loro fattibilità.

 

Io: “Ho mandato via mail a tutto il gruppo di ricerca, dei materiali di lavoro della UAAR e il link al loro sito:

http://www.uaar.it/uaar/campagne/progetto-ora-alternativa/ora-alt-normativa.html

dove ci sono le indicazioni legislative e l’iter burocratico per le scuole che vogliono far applicare l’insegnamento dell’ora alternativa.

Dalla tabella che abbiamo prodotto  risulta una realtà che va portata in collegio docenti con  una proposta di attivazione dell’insegnamento alternativo.”

 

P.: “bisogna farlo subito, il prossimo consiglio di classe è nella prima settimana di giugno, il problema è che il Dirigente di questa scuola dice che non ci sono fondi”

 

Io: “capisco le motivazioni delle scuole che tendono a risparmiare i pochi fondi che hanno a disposizione, ma credo che sarebbe stato utile, in una ricerca-azione come questa, che anche il Dirigente partecipasse al gruppo di ricerca. Questo lo avrebbe  reso partecipe alla problematica, dall’interno e ci avrebbe aiutato tutti a fare uno sforzo per individuare il modo di risolvere la questione economica. Nella prossima settimana completerò le interviste ai ragazzi della scuola e al termine avrò raccolto altri dati, che elaborati potrebbero essere aggiunti ai dati derivanti dalla tabella e presentati in collegio docenti con la proposta per il prossimo anno”.

 

F. intanto sta cercando il documento della UAAR che ho inviato al gruppo e insieme lo analizziamo. C’è un modulo predefinito che può essere presentato alla scuola con la richiesta di attivazione dell’OA. Dai documenti presenti sul sito UAAR risulta che sarebbe vietato per le scuole, aggregare diverse classi composte dai non avvalentesi dell’ora di religione. In realtà lo fanno molte scuole, soprattutto le primarie.

In origine la normativa sull’ora alternativa si basava sul presupposto positivo che all’ora di religione si ponesse un’alternativa valida, poi negli anni, vista la difficoltà ad organizzare l’ora alternativa, sono state inserite le opzioni C, D ed E, che hanno permesso ai ragazzi di uscire da scuola o di farsi i compiti da soli. L’ora di religione è rimasta indiscussa, mentre l’ora alternativa è diventata automaticamente l’uscita da scuola dei ragazzi non avvalentesi. Una pratica assolutamente iniqua.

 

P.: “se pensi che i non avvalentesi, che sono il 70% in questa scuola, sono rimasti senza insegnante di alternativa fino al mese di marzo, mentre gli avvalentesi  che sono il 30%, hanno 4 insegnanti di religione dal primo all’ultimo giorno di scuola....!”

 

F.: “ho trovato una cosa importante! Da una sentenza della Corte Costituzionale del 12/4/1989 risulta che per quanti decidano di non avvalersi, l’ora alternativa è uno stato di non obbligo: “Lo Stato è obbligato, in forza dell’Accordo con la Santa Sede, ad assicurare l’insegnamento di religione cattolica. Per gli studenti e per le loro famiglie esso è facoltativo: solo l’esercizio del diritto di avvalersene crea l’obbligo scolastico di frequentarlo. Per quanti decidano di non avvalersene l’alternativa è uno stato di non-obbligo. La previsione infatti di altro insegnamento obbligatorio verrebbe a costituire condizionamento per quella interrogazione della coscienza che deve essere conservata attenta al suo unico oggetto: l’esercizio della libertà costituzionale di religione

Per F. questa norma facilita la gestione dell’ora alternativa per i dirigenti, in quanto non sono costretti a offrire un’attività didattica alternativa, ma possono così, lasciare la libertà di scegliere altre opzioni che non comportino per la scuola spese economiche e impegno degli insegnanti.

 

 La Corte ha chiarito che per quanti decidono di non avvalersi dell’insegnamento di religione cattolica, lo schema logico non è quello dell’obbligazione alternativa: per i predetti si determina “uno stato di non-obbligo”. Ha, quindi, ritenuto che i moduli organizzativi predisposti dall’amministrazione scolastica per corrispondere al non obbligo, consistenti in: a) attività didattiche e formative; b) attività di studio e/o ricerca individuale con assistenza di personale docente; c) “nessuna attività” intesa come libera attività di studio e/o ricerca senza assistenza di personale docente, non siano per il momento esaustivi residuando il problema se lo “stato di non-obbligo” possa avere tra i suoi contenuti anche quello di non presentarsi o allontanarsi dalla scuola. […] Ne consegue, come sottolinea la Corte, che «alla stregua dell’attuale organizzazione scolastica è innegabile che lo stato di non-obbligo può comprendere, tra le altre possibili, anche la scelta di allontanarsi o di assentarsi dall’edificio della scuola».

 

Io: “Inoltre c’è anche un’ulteriore difficoltà nella presentabilità di una valida ora alternativa e cioè l’obbligo di non discriminare gli studenti avvalentesi, svolgendo un insegnamento alternativo disciplinare che questi non possono seguire”.

 

P.: non possiamo noi, come gruppo di ricerca, fare delle proposte di attività didattico-formative alternative, dovrà essere il consiglio di classe, con il collegio docenti su proposta degli studenti, a stabilire le tematiche su cui verterà per il prossimo anno, l’attività didattico-formativa dell’ora alternativa”.

 

Io: “in Europa ci sono stati come la Svezia, la Finlandia, la Norvegia, dove l’ora di religione è obbligatoria, e poi ce ne sono altri dove invece della religione si insegnano materie come l’etica, come in Germania, o educazione alle religioni e alle spiritualità, storia delle religioni, oppure Morale. In Spagna invece è presente un’ora alternativa di tipo disciplinare che non è una vera alternativa, un pò come in Italia”

 

F. cerca nel sito della scuola per capire se una tale proposta può essere  inserita nel POF

 

P.: abbiamo visto che non si può stabilire il contenuto della materia alternativa a priori, ma sicuramente con il collegio docenti possiamo stabilire che rientri nell’educazione alla spiritualità.

 

Io:  “possiamo tracciarne le linee. Educazione alla spiritualità laica, morale, etica, storia delle religioni, filosofia delle religioni.

 

F.: “lunedi ci sarà il prossimo collegio, ma non ce la facciamo a fare una proposta per quel giorno, oggi è venerdi”

 

P. : “dobbiamo far mettere al collegio docenti, all’ordine del giorno in varie ed eventuali, la rendicontazione dell’attività del gruppo di ricerca-azione che da gennaio a giugno ha svolto 6 incontri mensili:

 

A)        la presentazione dell’elaborazione dei dati della ricerca-azione sull’educazione laica nella scuola: analisi della tabella grafica e resoconto delle interviste con i ragazzi dell’istituto e raccolta delle loro proposte di alternativa.

B)        una proposta al collegio di adottare la concreta realizzazione, la messa in pratica dell’ attività didattico-formativa per l’ora alternativa, con eliminazione delle opzioni D ed E.

Non da marzo, come è successo quest’anno, ma sin dall’inizio dell’anno scolastico, come per tutte le altre materie curriculari. Tra le varie tematiche possibili, il gruppo di ricerca ha individuato, partendo anche dalle altre esperienze delle scuole europee, una serie di altri insegnamenti possibili, alternativi all’insegnamento religioso: etica, spiritualità laica, filosofia e storia delle religioni.

 

F.: “per l’analisi della tabella ci penso io, per il resoconto delle interviste ci pensa Giusi.

Comunque oltre a dare i dati dobbiamo anche interpretarli, quest’elaborazione deve avanzare delle tesi”

 

Io: “naturalmente io ci provo, se vuoi possiamo poi confrontarci”

 

P.: “possiamo dire chiaramente in collegio che gli studenti che non si avvalgono sono letteralmente abbandonati a se stessi, perchè dopo aver espresso una scelta non sono più seguiti nello svolgimento reale di quell’opzione”.

Sentenza Corte Costituzionale n. 203 del 12 aprile 1989                          

http://www.uaar.it/uaar/campagne/progetto-ora-alternativa/ora-alt-normativa.html.

 

Circolare ministeriale n. 9 del 18 gennaio 1991                                                       

    http://www.uaar.it/uaar/campagne/progetto-ora-alternativa/ora-alt-normativa.html

 

Commenta il post